Ambiente

Ogni anno sempre maggiore è l’impegno nella sostenibilità. In un pianeta dove si prevedono 9,5 miliardi di abitanti nel 2050, le terre coltivate e le risorse idriche restano sotto pressione e le emissioni nell’atmosfera non accennano a diminuire, nessuno può seriamente e responsabilmente sentirsi escluso dagli sforzi verso un obiettivo universale di sostenibilità, anno dopo anno sempre più attuale, come proposto dalla Commissione Brundtland delle Nazioni Unite che nel 1987 lo enunciava come «uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri».

Materie prime

For paper manufacturing, after pulp, water is such an essential element that it can realistically be equated with an actual raw material in this type of manufacturing. However, also in this case the paper industry is the victim of still another misconception, as it is labelled as a huge consumer of water, while in actuality consumption is indeed out of proportion and significantly higher given the finished product that is obtained in quite other sectors. For example: harvesting a kilo of corn implies a consumption of 900 litres of fresh water, compared to 4,900 litres required for producing a kilogram of pork meat.17 In 2014 Fedrigoni SpA confirmed its trend toward continued reduction of consumption in line with the level of cycle closure, using on the average 30 litres of fresh H2O for every kilo of paper manufactured when only 10 years ago 46 litres were consumed per kilo of paper. This result is even more significant when considering that the Group manufactures specialized papers where the production shifts and the consequent washing cycles are very frequent, the operating requirements for each type of paper are based on manufacturing conditions that often differ diametrically from each other and the production lots are smaller conversely to what occurs in the manufacturing of single product or commodities.

Acqua

Per fabbricare la carta, dopo la cellulosa, l’acqua è l’altro elemento essenziale tanto che in questo tipo di produzioni può a buon conto essere equiparata ad una materia prima vera e propria. Ma anche in questo caso l’industria cartaria, vittima impropria di un altro luogo comune, è additata come un’inesauribile consumatrice d’acqua, ignorando che sono altri i settori dove davvero vi è un consumo spropositato e nettamente superiore a parità di prodotto finito ottenibile. Solo alcuni esempi rappresentativi : per raccogliere un chilogrammo di mais è previsto un consumo di 900 litri d’acqua fresca, mentre, per ottenere un chilo di carne suina ce ne vogliono 4.90017. Nel 2014, Fedrigoni SpA, confermando un trend verso consumi sempre più ridotti compatibilmente con il livello di chiusura dei cicli, ha impiegato mediamente 30 lt di H2O fresca per ogni kg di carta prodotta quando solo 10 anni fa ne venivano utilizzati 46 lt/Kg carta. Tale risultato appare tanto più apprezzabile dal momento che il Gruppo opera nell’ambito della produzione di carte speciali ove i cambi di produzione, ed i conseguenti lavaggi dei cicli, sono frequentissimi, i requisiti funzionali di ogni singola tipologia si fondano su condizioni di produzione spesso diametralmente opposte ed i lotti di produzione sono ridotti a differenza di quanto invece si riscontra nella produzione di monoprodotto o di commodities.

Aria

L’energia elettrica e termica sono componenti essenziali per la produzione cartaria, ma è indubbio che la loro produzione va inevitabilmente a scontrarsi con il riscaldamento globale e le emissioni di gas ad effetto serra. Per ovviare a questa dicotomia Fedrigoni SpA si è impegnata già dagli anni ’90 con rilevanti investimenti per l’installazione di impianti di cogenerazione alimentati a metano presso i principali stabilimenti per carta del Gruppo, ricercando contestualmente ogni possibile miglioramento tecnologico per ottimizzare la propria efficienza energetica. Tutto questo, indipendentemente dal fatto di essere soggetto obbligato ai previsti della Direttiva europea nr. 2003/87/CE e ss.mm. (Emission Trading) recepimento nell’Unione Europea dei principi del Protocollo di Kyoto. I risultati non si sono fatti attendere. Fra il 2002 e il 2014, il Gruppo ha ridotto le proprie emissioni specifiche di CO2 del 30%, nonostante nello stesso periodo la produzione cartaria sia aumentata del 54%. Le emissioni specifiche degli ossidi di azoto (i cosiddetti NOx) sono state quasi dimezzate (–48%).